Tutto dipende, in questa vita, dal punto di vista. Riguardo al progetto di porto a Marina di Cassano, promosso dalla società riconducibile all'imprenditore Aponte, il sindaco di Sant'Agnello ha pronunciato un netto e convinto sì . Un sì al benessere dei propri concittadini, un sì alla difesa di un ambiente e di una costa già ampiamente compromessi, un sì alle generazioni future alle quali questo territorio andrà consegnato. Sì coraggiosi, perché contrapposti all'interesse privato di chi intende realizzare un'opera imponente su un demanio pubblico, presentandola come un dono alla collettività. Un dono che nessun cittadino di Carotto o di Sant'Agnello aveva richiesto, né avvertiva come necessario. La realtà è semplice: nessuno di noi — che fatica a far quadrare i conti a fine mese — possiede imbarcazioni di lusso da ormeggiare in questo porto. Ciò che invece avvertiamo tutti, e con urgenza, è il bisogno di riappropriarci dei nostri litorali. Vogliamo che i nostri fi...
Gentile signor Aponte, ho deciso di indirizzarle questa lettera aperta come semplice cittadino di Piano di Sorrento, uno dei tanti carottesi che questa terra la vive ogni giorno, che ne custodisce i ricordi e che nel suo mare ha imparato a riconoscere una parte della propria identità. Come tutti, ho appreso dagli organi di stampa del suo progetto di riqualificazione del porto di Marina di Cassano, che prevederebbe un ampliamento della struttura esistente, con l’aumento della capienza e la realizzazione di approdi idonei ad accogliere grandi yacht destinati ad un turismo di lusso. A questo si aggiungerebbero ulteriori interventi sul borgo marinaro e perfino la realizzazione di un collegamento tramite ascensore tra Villa Fondi e la Marina di Cassano. Il tutto per un investimento di oltre quaranta milioni di euro che, secondo quanto riportato, sarebbe sostenuto interamente dalla sua società e animato dal desiderio di lasciare un segno tangibile nella terra delle sue origini, onorando g...
Scrivo queste riflessioni alla vigilia della Festa di San Michele, con la consapevolezza che esse non vogliono costituire una critica all’edizione imminente, ma piuttosto un contributo al dibattito su ciò che la manifestazione potrebbe e dovrebbe diventare. La percezione diffusa è che la festa, così come oggi viene organizzata, risulti sempre più anacronistica. Il contesto sociale, culturale ed economico nel quale essa era nata è profondamente mutato, e con esso è cambiato anche Piano di Sorrento. Di conseguenza, appare ormai inevitabile ripensarne la struttura, compiendo – se necessario – quello “strappo alla tradizione” doloroso ma salutare, che consenta di salvaguardarne lo spirito attraverso nuove forme. Alle origini, la Festa di San Michele si configurava come una fiera popolare: al centro vi erano l’artigianato, con particolare riferimento al vimini, e l’atteso concerto di musica leggera in piazza, preceduto il giorno prima da quello bandistico. Le bancarelle proponevano oggetti ...
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