Salviamo l’Inno del Calvario: un appello per il futuro delle nostre tradizioni
Scrivo queste riflessioni nel giorno del Venerdì Santo 2025, mosso da una sincera e profonda passione per le nostre Tradizioni. Se si domandasse a un carottese, di qualunque età, quale sia l'inno che più rappresenta la Settimana Santa a Piano, sono certo che la risposta della stragrande maggioranza sarebbe : "Al Calvario" . È l’inno che portiamo impresso nel cuore, inciso nel nostro DNA. Le sue note sembrano risuonare perfino nelle pietre delle nostre strade, tanto da rendere inimmaginabile una Settimana Santa senza il loro struggente eco. Ne è prova quanto accadde nel 2022, quando – a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia – i cori dei bambini e dei ragazzi non poterono prendere parte alle processioni. Giunti all’altezza della piazza principale, il coro del Miserere interruppe l’esecuzione del salmo per far risuonare le note del Calvario . Non si poteva – non si doveva – farne a meno. Anche nel silenzio imposto, quel canto doveva trovare voce. Eppure, da anni...