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La processione che piange

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Tra una settimana le strade di Piano si vestiranno ancora di devozione. La Madonna delle Grazie di Marina di Cassano tornerà a percorrere il nostro paese, Lei che è Patrona insieme a San Michele, Lei che per generazioni ha benedetto il mare e aperto la stagione balneare ai carottesi. Un'occasione che dovrebbe stringere il cuore per la commozione, che dovrebbe far sentire vivo il senso di appartenenza a una comunità. Dovrebbe. Perché qualcosa si è rotto. Qualcosa di prezioso e di antico è stato spezzato in silenzio, quasi senza che ce ne accorgessimo. La processione che fu sinonimo di festa, di calore, di popolo unito sotto il cielo di luglio, oggi assomiglia — è doloroso dirlo, ma bisogna dirlo — a un funerale. La colpa ha un nome, ha una responsabilità precisa: l'attuale Amministratore Parrocchiale ha scelto di soffocare il suono della banda con interminabili litanie amplificate, recitate da lui in persona attraverso un sistema portatile che segue il corteo come un'ombr...

Porto di Marina di Cassano - Risposta all'Architetto Alborno

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Gentile Architetto Alborno, la ringraziamo sentitamente per la sua illuminante missiva. Davvero. Finalmente qualcuno da Bordighera — città che, come lei stesso ci ricorda con garbo, è molto simile alle nostre — si è preso la briga di spiegarci come dovremmo vivere il nostro mare. Che sollievo. Partiamo dal punto più commovente: il progetto non genera utili . Straordinario. La famiglia Aponte — quella degli MSC, delle navi da crociera, degli panfili privati — fa tutto questo per pura filantropia, per gratitudine verso il territorio d'origine . Gesù in persona cacciò i mercanti dal tempio, ma evidentemente non aveva ancora conosciuto questo modello di business. Ci chiediamo solo: in quale universo parallelo un imprenditore investe milioni in un porto turistico, lo gestisce "per il tempo strettamente necessario a rientrare dall'investimento" e poi lo dona ? E soprattutto, chi stabilisce quando esattamente si è "rientrati"? Tranquilli, ci fidiamo. Assolutamen...

Le vie dimenticate - Riflessione sul Corpus Domini 2026

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  Come trent'anni di scelte sbagliate hanno spento una delle feste più belle della nostra comunità — e perché è tempo di tornare indietro. Oggi si celebra il Corpus Domini. Al catechismo ci insegnavano che era la festa in cui Gesù Eucaristia si faceva prossimo alla nostra quotidianità, attraversando le vie del paese. Quando ero bambino, ci si impegnava perché il corteo toccasse quante più strade possibile: era quasi una gara, e ogni portone addobbato con fiori, stoffe e decorazioni era un punto d'onore per chi vi abitava. Ogni parrocchia aveva il suo corteo. I bambini delle prime comunioni sfilavano ancora con l'abito di quel giorno solenne. Insomma, era un coinvolgimento bello, vero e totale dell'intera comunità. «Sono zone ormai dimenticate dalla Chiesa carottese: anziani e malati che da decenni non hanno più questo conforto.» Poi, più di trent'anni fa, l'allora parroco don Arturo cominciò a ridurre il percorso. Ricordo bene quella progressione: prima dalla Ba...

2 GIUGNO 1946 – 2 GIUGNO 2026 Ottant'anni di Repubblica: come votarono i cittadini di Piano di Sorrento

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  Il 2 giugno 2026 l'Italia celebra l'80° anniversario del Referendum istituzionale che segnò una delle svolte più importanti della storia nazionale. In quella giornata gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica, determinando la forma dello Stato che ancora oggi caratterizza il nostro Paese. Fu una data storica anche perché, per la prima volta in una consultazione politica nazionale, votarono le donne italiane, inaugurando una nuova stagione di partecipazione democratica. A distanza di ottant'anni, i dati conservati negli archivi elettorali consentono di ricostruire come si espresse la comunità di Piano di Sorrento in quel lontano 2 giugno 1946. Piano di Sorrento torna Comune autonomo Quando si svolse il referendum, Piano di Sorrento aveva da poche settimane riacquistato la propria autonomia amministrativa. L'unificazione con il Comune di Sorrento cessò infatti il 24 aprile 1946, poco più di un mese prima della consultazione elettorale. I cittad...

Il Conte Rosso: la grande strage dimenticata del mare italiano

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  Ogni 24 maggio, ricordare il Conte Rosso significa ridare voce alla più grande tragedia della marineria italiana nella Seconda guerra mondiale — e a chi in quel mare non ha avuto neppure una tomba. 24 maggio 2026 · Storia & Memoria · 85° anniversario L'affondamento Il piroscafo Conte Rosso , transatlantico varato nel 1914 per il Lloyd Sabaudo, era stato requisito in guerra per il trasporto truppe verso il Nord Africa. Il 24 maggio 1941 salpò da Napoli alle 4.40 del mattino, diretto in Libia, all'interno di un convoglio scortato da cacciatorpediniere e torpediniere, con a bordo 2.729 uomini tra soldati, marinai ed equipaggio. La navigazione proseguì fino alle 20.40, quando al largo di Siracusa — circa dieci miglia a est di Capo Murro di Porco — il convoglio venne intercettato dal sommergibile britannico HMS Upholder. Due siluri colpirono in pieno il Conte Rosso , che affondò di prua in pochissimi minuti, trascinando con sé centinaia di uomini imprigionati nelle stiv...

Il Sindaco del Sì

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Tutto dipende, in questa vita, dal punto di vista. Riguardo al progetto di porto a Marina di Cassano, promosso dalla società riconducibile all'imprenditore Aponte, il sindaco di Sant'Agnello ha pronunciato un netto e convinto sì . Un sì al benessere dei propri concittadini, un sì alla difesa di un ambiente e di una costa già ampiamente compromessi, un sì alle generazioni future alle quali questo territorio andrà consegnato. Sì coraggiosi, perché contrapposti all'interesse privato di chi intende realizzare un'opera imponente su un demanio pubblico, presentandola come un dono alla collettività. Un dono che nessun cittadino di Carotto o di Sant'Agnello aveva richiesto, né avvertiva come necessario. La realtà è semplice: nessuno di noi — che fatica a far quadrare i conti a fine mese — possiede imbarcazioni di lusso da ormeggiare in questo porto. Ciò che invece avvertiamo tutti, e con urgenza, è il bisogno di riappropriarci dei nostri litorali. Vogliamo che i nostri fi...

Corrado Catenacci, un signore di altri tempi

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  A marzo se n'è andato il dottor Corrado Catenacci. Forse il suo nome non dirà nulla a molti di voi — e questo, in fondo, è già una piccola tristezza. Eppure, se un giorno entrate nella sala consiliare del Comune di Piano di Sorrento e percorrete con gli occhi quella lista di sindaci incisa nella memoria collettiva di un paese, il suo nome lo trovate lì, silenzioso e fedele. Il Prefetto Catenacci fu commissario del nostro comune nel 1966 e nel 1967, e in quegli anni — brevi come un'estate — cambiò per sempre la vita di persone che non avrebbero mai dimenticato. C'era tra loro mio padre. Da anni si trascinava un contratto a tempo determinato, rinnovato ogni tre mesi come se la vita potesse esistere a rate, come se costruire un futuro fosse un lusso che qualcuno ti concedeva o ti revocava con una firma. Poi arrivò Catenacci, e quella precarietà finì. Non con indifferenza burocratica, non con la fredda efficienza di chi fa solo il suo dovere — ma con la consapevolezza di ch...