La barchetta dei naufraghi (e il pastore che non c’è)
La mia barchetta sgangherata è di nuovo piena. Succede ogni volta che la diocesi sposta un amministratore parrocchiale, che qualcuno si ostina a chiamare “parroco”. Per pudore, immagino. “Amministratore” suona troppo da condominio, e infatti la gestione è quella. Oggi salgono a bordo gli amici di Mortora e i simpatizzanti di don Rito. Dopo il suo trasferimento a Capri (promozione panoramica, bisogna ammetterlo) si sono ricordati del giuspatronato. Prima non si sa, forse era in manutenzione. Benvenuti. Anni fa toccò ai fedeli di Morte ed Orazione, quando la sorte colpì don Pasquale. Conosco già il finale: passato il clamore, scenderete alla chetichella per lasciare il posto ai prossimi. Meta? Sant’Agnello? Prenotate pure, il biglietto è sempre valido. Ecco il punto: le battaglie non si fanno per una persona, si fanno per un diritto. Se vi indigna solo quando portano via il vostro prete, non state difendendo la legalità, state difendendo il vostro prete. Sono due cose diverse, e la dioc...