14 maggio 2026

Il Sindaco del Sì


Tutto dipende, in questa vita, dal punto di vista.

Riguardo al progetto di porto a Marina di Cassano, promosso dalla società riconducibile all'imprenditore Aponte, il sindaco di Sant'Agnello ha pronunciato un netto e convinto . Un sì al benessere dei propri concittadini, un sì alla difesa di un ambiente e di una costa già ampiamente compromessi, un sì alle generazioni future alle quali questo territorio andrà consegnato. Sì coraggiosi, perché contrapposti all'interesse privato di chi intende realizzare un'opera imponente su un demanio pubblico, presentandola come un dono alla collettività. Un dono che nessun cittadino di Carotto o di Sant'Agnello aveva richiesto, né avvertiva come necessario.

La realtà è semplice: nessuno di noi — che fatica a far quadrare i conti a fine mese — possiede imbarcazioni di lusso da ormeggiare in questo porto. Ciò che invece avvertiamo tutti, e con urgenza, è il bisogno di riappropriarci dei nostri litorali. Vogliamo che i nostri figli abbiano spazio per giocare sulla spiaggia. Vogliamo poter raggiungere il mare liberamente, senza pagare pedaggi a strutture private che occupano ciò che per legge appartiene a tutti. Le concessioni balneari andrebbero progressivamente convertite in spiagge libere attrezzate: chi desidera servizi aggiuntivi ha tutto il diritto di pagarli, ma chi vuole semplicemente godersi il mare deve poterlo fare gratuitamente, su ogni metro del nostro litorale.

Leggendo i dettagli del progetto che emergono progressivamente, si millanta un incremento della superficie dell'arenile. Ammesso e non concesso che ciò corrisponda al vero, il prezzo sarebbe trasformare la spiaggia di Caterina in un bacino chiuso, con un varco minimo di scambio idrico con il mare aperto. Non un ampliamento della costa, ma una sua radicale trasformazione, a tutto vantaggio dell'opera portuale e a scapito della fruizione pubblica.

Sul piano economico, è lecito chiedersi quali benefici concreti avrebbe portato alla comunità locale un porto di questa natura. Chi vi avrebbe ormeggiato — una clientela d'élite orientata verso mete come la Costiera Amalfitana e Capri — avrebbe utilizzato la struttura come semplice base notturna, senza alcun reale indotto per il commercio locale, la ristorazione o l'ospitalità del territorio. Il vantaggio economico per la comunità sarebbe stato, nella migliore delle ipotesi, marginale.

Ciò che invece sarebbe stato ceduto è un bene irrecuperabile: metri quadrati di demanio pubblico, proprietà collettiva, in cambio di un'infrastruttura che avrebbe servito interessi privati.

Quando l'imprenditore definisce sul Mattino la posizione del sindaco come "delirio di onnipotenza", il ragionamento che ne emerge è sconcertante — e, per certi versi, familiare. Ricorda la logica con cui Donald Trump rivendica la Groenlandia, Panama, Cuba, il Venezuela: voglio quella cosa, dunque è mia di diritto, e chi si oppone è arrogante perché non si inchina al dio denaro. Chi persegue un interesse privato si indigna; chi difende l'interesse pubblico viene accusato di tracotanza. È una logica che non regge, né a Washington né a Sant'Agnello. Da imprenditore, Aponte può legittimamente dispiacersi per un'operazione che non si è concretizzata. Ma da cittadino di Sant'Agnello — come egli stesso si definisce — dovrebbe essere il primo a rallegrarsi che la costa non venga ulteriormente compromessa, e che, per una volta, l'interesse collettivo prevalga su quello del capitale privato.

Se davvero il suo obiettivo fosse lasciare un'eredità positiva al territorio dove è cresciuto, le strade non mancano: il restauro di una scuola, l'istituzione di una fondazione, una borsa di studio per i giovani meritevoli. Strumenti concreti di mecenatismo, senza secondi fini.

Per ora, almeno questo scempio è stato scongiurato. Ora la sfida successiva è altrettanto chiara: avviare la riqualificazione dell'attuale struttura portuale, riducendola alle dimensioni originali, e restituire finalmente dignità alla nostra Marina.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Mimmo,sono d accordo con te, nonostante la tua fede nerazzurra

Raffaele Di palma ha detto...

Ben fatto

Anonimo ha detto...

Sono certo che nemmeno il comandante Aponte, per noi compagni di gioventù Gigi, in cuor suo auguri un degrado di una della ultime spiagge rimaste in zona! Tra l’altro, tutto ciò che ha fatto fino ad ora in penisola, sia stato sempre volto ad un miglioramento della stessa, nonostante la gran parte delle “zecche” che cercano di sfruttarlo, siano quello che è poi risultato dagli ultimi avvenimenti sorrentini! Non capisco perché un sindaco onesto intellettualmente e materialmente possa dare tanto fastidio!

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