16 agosto 2017

GIUSPATRONATO… ALCUNI CHIARIMENTI

facciata-al-tramontoCon la nomina dell'amministratore parrocchiale anche a Sant'Agnello il diritto di eleggere i nostri parroci è sempre più in pericolo. Poichè non tutti leggono Facebook ripropongo qui il mio commento a caldo cui farò seguire alcuni piccoli chiarimenti e riflessioni.

Amici di Sant'Agnello benvenuti nel club dell'illegalità, dopo Piano, Mortora, Meta anche voi siete senza Parroco e vi tocca l'amministratore parrocchiale per chissà quanti anni. Se solo avessimo la forza di unirci tutti, e potremo essere in tanti, ed opporci a questi soprusi della diocesi, a questa illegalità dilagante potremo finalmente esercitare un nostro diritto. I tempi del Papa Re sono finiti, non siamo sudditi ma fedeli-cittadini con i nostri diritti riconosciuti dal diritto canonico. Il nostro Vescovo continua a perpetrare un grave reato omettendo degli atti che sono dovuti. Alziamo la testa e ribelliamoci, disertiamo le messe celebrante da questi parroci abusivi, disconosciamone l'autorità. Riprendiamoci la nostra Storia

Chiarisco subito che il nominare un amministratore parrocchiale in caso di dimissioni di un parroco in una parrocchia che gode del giuspatronato non è illegale, illegale è protrarre tale carica per oltre 11 anni come succede a Piano. L'amministratore parrocchiale è una carica temporanea che serve semplicemente a gestire la parrocchia in attesa della nomina del nuovo parroco o, nelle parrocchie che godono del giuspatronato, della sua elezione. Qualcuno sostiene che il Vescovo potrebbe decidere di annullare le elezioni, ebbene spiace deludervi ma ne il Vescovo, ne il Papa possono prendere una decisione del genere in quanto tale prerogativa e garantita dal diritto canonico:

Can. 523 - Fermo restando il disposto del can. 682, §1, la provvisione dell'ufficio di parroco spetta al Vescovo diocesano; essa avviene mediante libero conferimento, a meno che qualcuno non abbia il diritto di presentazione o di elezione.

Già che ci sono c'è un'altra favoletta che ci raccontano da anni, “l'amministratore parrocchiale ha gli stessi poteri del parroco!”, beh non è esattamente così ed anche in questo caso ci viene in aiuto il diritto canonico (testo facilmente consultabile sul sito ufficiale del Vaticano). Leggiamo il seguente canone:

Can. 540 - §1. L'amministratore parrocchiale è tenuto agli stessi doveri e ha gli stessi diritti del parroco, a meno che il Vescovo diocesano non stabilisca diversamente.

§2. All'amministratore parrocchiale non è lecito compiere nulla che rechi pregiudizio ai diritti del parroco o che possa essere di danno ai beni parrocchiali.

Caspiterina quindi non è del tutto vero quello che ci hanno raccontato, in soldoni qualcuno potrebbe dubitare che l'aver disposto lavori di straordinaria manutenzione alla Chiesa o ai beni della Chiesa possa non esser nei poteri di un amministratore parrocchiale in quanto tali lavori potrebbero recare danno ai beni parrocchiali direttamente o indirettamente dato che si utilizzano fondi della parrocchia. E a tal proposito a San Michele credo si stia per procedere alla ristrutturazione della facciata, siamo sicuri che rientri nelle prerogative di un amministratore parrocchiale visto quanto sancisce il canone 540 comma 2?

Ancora una domanda ma nella parrocchia di San Michele Arcangelo da quanto tempo non si elegge l'amministrazione laica? L'ultima che io mi ricordi vedeva tra i componenti mio padre... eppure sempre il diritto canonico parla chiaro:

Can. 537 - In ogni parrocchia vi sia il consiglio per gli affari economici che è retto, oltre che dal diritto universale, dalle norme date dal Vescovo diocesano; in esso i fedeli, scelti secondo le medesime norme, aiutino il parroco nell'amministrazione dei beni della parrocchia, fermo restando il disposto del can. 532.

Come si vede i problemi sono tanti, tutti molto gravi e tutti scaturenti dal mancato rispetto dei nostri diritti e della nostra Storia. Fin quando sopporteremo tutto ciò? Fino a quando chineremo il capo? Ci vuole tanto a capire che un Chiesa che non rispetta le norme che lei stessa si è data va deplorata ed invitata con tutti i mezzi a nostra disposizione a ripristinare la legalità. Che valore hanno le parole di chi predica legalità e giustizia e poi non adempie agli atti che è suo dovere fare?

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